Riflessioni

Ti sei condannato da solo?

A noi uomini piace giudicare le cose e le situazioni. Le valutiamo col nostro metro di misura e mettiamo Dio da parte.
Niente Dio quindi niente benedizione.

… queste ossa sono tutta la casa d’Israele. Ecco, ESSI dicono: “Le nostre ossa sono secche, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti!” (Ezechiele 37:11)

Vedi il popolo d’Israele in questi versi… essi dicevano di essere perduti. Non lo diceva Dio.

È facile guardarsi attorno in un momento di difficoltà e notare solo aridità e problemi senza soluzione.

Anche il carceriere di Filippi (leggi Atti 16:27) in un momento di caos e sgomento stava per fare del male a se stesso. Non aveva nemmeno controllato bene la situazione intorno a sé che già si stava giustiziando da solo.

Non correre subito a conclusioni affrettate. Non sentenziare subito sulla situazione che stai vivendo. Ma soprattutto non condannarti subito al dolore.

Gesù Cristo è l’Alfa e l’Omega ed Egli ha la prima e l’ultima parola su ogni cosa e su ogni situazione.

“… la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti!”, diceva il popolo. Ma non lo diceva Dio. Egli aveva un altro piano. Egli ha sempre un altro piano quando il nemico tocca il Suo popolo.

 

E Ezechiele?

All’inizio del capitolo 37 del suo libro leggiamo che il Signore lo pone in una valle piena di ossa secche, che sappiamo essere l’esercito d’Israele sbaragliato dal nemico. Praticamente una sorta di cimitero a cielo aperto.

In quell’ambiente così macabro e triste, anzi ancor più triste perché il profeta sapeva bene di chi erano quelle ossa e come il nemico aveva, purtroppo, vinto la battaglia. Dio gli pone una domanda.

Figlio d’uomo, queste ossa potrebbero rivivere? ( Ezechiele 37:3)

E il profeta rispose

Signore, Dio, TU lo sai.

Che meraviglioso atteggiamento ha il profeta. Invece di sparare sentenze, Ezechiele si rimette al Signore e vede davanti ai suoi occhi l’opera di restaurazione del popolo di Dio che aveva perduto sì la battaglia… ma non la guerra.

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Non pronunciamo su noi stessi la sentenza sfavorevole.

Non pronunciare su te stesso la sentenza sfavorevole.

Rimettiamoci a Dio le cui compassioni sono infinite.

Esercitiamo la fede e lasciamoLo operare.

presentatevi, tenetevi fermi, e vedrete la liberazione che il Signore vi darà (2Cronache 20:17)

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